Fonte dell’articolo PERSINSALA – Rivista di Arte e Teatro – Autore: Daria Bellucco

(…) La serva è in possesso di «un passaporto per il mondo» che incanta chiunque la incontri. Questo passaporto è la musica, l’inconfondibile genere della Villanella. Una vivacità ritmica tutta partenopea che unisce insieme ad argomenti comici, sensuali e pungenti un’immediatezza melodica coinvolgente. La storia della serva Isabella è rocambolesca, come quella di tanti italiani partiti dal proprio paese in cerca di fortuna. Arrivata alla corte di Francia diventa la cameriera della cognata del Re, romantica donna tedesca che usa ripercorrere le sue giornate in curiose lettere private. Saranno proprio queste epistole a tessere una storia raccontata attraverso la prosa e la canzone villanesca del suo repertorio. Uno spettacolo epistolare, musicale e plurilingue tra toscano e napoletano. Una regia pulita con movimenti melodici che seguono armoniosi la musica. Tra le canzoni e l’interpretazione scherzosa delle lettere lo spettatore divertendosi entra nella vita di due donne, la serva e la padrona, molto diverse tra loro ma con la stessa passione per l’arte e per la musica. (…)