Biografia
MARIA LETIZIA COMPATANGELO

Nata a Bari, cresciuta a Roma, a diciassette anni è ammessa all’Accademia d’Arte Drammatica «Silvio d’Amico» ed entra nel mondo del teatro, dal quale si allontana periodicamente per rapide incursioni in territorio universitario, editoriale e televisivo, ma al quale ritorna immancabilmente.
Maria Letizia Compatangelo è nata a Bari il 6 gennaio 1956. Nel 1966 con la sua famiglia si trasferisce a Roma. Accanita lettrice sin da piccola, dopo l’incontro immaginario con Pirandello, del quale divora l’opera completa, e quello nella vita reale con Fellini, che cerca nel suo liceo, l’«Augusto», ginnasiali per Amarcord e la sceglie, decide di diventare attrice.
A diciassette anni, con un anno d’anticipo, consegue la maturità classica e supera l’esame di ammissione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”.




Dopo l’Accademia inizia subito a recitare e dal 1975 al 1978 lavora come attrice giovane in teatro (Lorenzaccio di Alfred De Musset, regia di Sergio Fantoni; Rocco Scotellaro di Nicola Saponaro, regia di Bruno Cirino; Se io muoio, ti dispiace?, di Dacia Maraini, regia di Bruno Cirino) in radio (sceneggiato Amalasunta, regia di Adriana Parrella) e in televisione (Il ladro in casa di Italo Svevo, regia di Edmo Fenoglio RAI TV2, e I vostri giorni, regia di Fabio De Agostini, Televisione Svizzera Italiana), ma comincia anche a capire che forse la recitazione la interessa in quanto è una delle molteplici componenti dell’evento spettacolare, ma non è la sua scelta di vita.

Negli anni 1979-’80 inizia a scrivere racconti e monologhi (In silenzio, Partita a due, Una per Una) e allo stesso tempo a praticare giornalismo: conduce in studio Giovani e lavoro, per Raiuno, realizza inchieste radiofoniche e pubblica articoli e servizi su quotidiani e riviste. Ha definitivamente deciso di smettere di recitare per dedicarsi alla scrittura, e la tessera di giornalista le serve mentalmente ad ammorbidire un passaggio pieno di incognite. Nel frattempo ha ricominciato a studiare, si è iscritta alla Facoltà di Lettere dell’Università di Roma «La Sapienza», e qui nel 1981 incontra Eduardo De Filippo, che è venuto ad insegnare drammaturgia al Teatro Ateneo e la ammette tra i suoi allievi scrittori.
L’esperienza della Scuola di drammaturgia si rivela molto importante ed impegnativa: Eduardo la incoraggia, le dimostra il proprio apprezzamento, la stimola a scrivere da sola, fuori dal gruppo, e alla fine del corso, insieme alle tre commedie nate dai soggetti da lui indicati propone alla casa editrice Einaudi un’altra commedia della Scuola, l’unica scritta interamente da un’allieva: è Il grande O, la sua prima opera teatrale.
Sono due anni intensi, pieni di studio, di lavoro sulla scrittura all’ombra del maestro e di progetti, tra cui la realizzazione del romantico (ed eroico) esperimento di dare vita ad una rivista letteraria studentesca. Non un giornalino di notizie dell’ateneo, ma un vero e proprio trimestrale, con contributi saggistici, letterari e grafici. Si chiamerà Parole, ne usciranno alcuni numeri, sempre esauriti e molto apprezzati da studenti e docenti.
Nell’estate del 1983 frequenta i “Corsi di cultura teatrale” a Montalcino, nell’ambito dello “Studio Internazionale dello Spettacolo”, realizzato dall’Università di Roma. Nel frattempo un’altra commedia, Ultima Prima, viene segnalata al Premio Fondi La Pastora 1983.
Nella primavera del 1984 si laurea con lode in Storia del Teatro, con una tesi sulla definizione del metodo d’insegnamento drammaturgico di Eduardo, sul quale verrà chiamata a parlare all’Aula Magna della “La Sapienza” nel novembre successivo, in occasione della commemorazione del Maestro da poco scomparso, e terrà conferenze in Scuole di teatro a Bologna e Firenze.
Per conto della Struttura Sperimentazione e Ricerca della Rai e la casa editrice Rai ERI, nel 1984-‘85 realizza l’imponente ricerca Trent’anni di Teatro di prosa in Televisione, che dopo alterne vicende editoriali – tra cui una presentazione ufficiale al «Premio Italia» del 1991 – vedrà la luce solo nel 1999.
Nel 1986 partecipa alla Rassegna «Autori Prima» al Teatro Flaiano di Roma, con brani da Il grande O e Ultima Prima e nello stesso anno va in scena Strano Esperimento.

Nel 1987 scrive Immagini, che viene segnalata al Premio IDI (Istituto del Dramma Italiano), è finalista al Premio Riccione e vince il primo premio al concorso nazionale Anticoli Corrado.
Nello stesso anno è inviata per conto del Ministero del Lavoro a rappresentare l’Italia a Darlington, in Scozia, per una serie di incontri organizzati dalla CEE su occupazione giovanile e vocational training. Come giornalista, infatti, si interessa di Cultura, Autonomie locali, Trasporti ed Occupazione Giovanile ma ha scientemente evitato l’opzione più naturale, ovvero quella di dedicarsi alla critica teatrale, rifiutando l’idea di essere allo stesso tempo giudicante e giudicata.
Fonda con alcuni amici la Cooperativa «Il flauto magico», che nel 1987 realizza la manifestazione La notte dei prodigi, in occasione della Festa di San Giovanni a Roma, con incontri di poesia, musica, teatro e una mostra sul «Marc’Aurelio», il famoso settimanale satirico degli anni Trenta.
Nel 1987 insegna storia della drammaturgia nella Scuola di teatro di Firenze «Atelier», diretta da Emanuele Montagna. Con Ferdinando Cruciani scrive il radiodramma La controfigura, dal suo monologo Una per Una, che viene trasmesso dalla Radio Svizzera Italiana nel febbraio dell’87.
Con un amico, Ferdinando Cruciani, scrive il radiodramma La controfigura, dal suo monologo Una per Una, che viene trasmesso dalla Radio Svizzera Italiana nel febbraio dell’87.
Sul finire dello stesso anno scrive Trasformazioni, che vince il Premio IDI 1988, anno in cui Ultima Prima va in scena al Teatro Comunale di Rieti, con la regia di Daniela Ardini. Trasformazioni viene pubblicata nel 1989 sulla rivista teatrale «Ridotto».
Per le edizioni FilmFestItalia, nella collana “Materiali sul cinema europeo” diretta da Felice Laudario, realizza il volume Il Cinema Italiano 1989-’90, presentato nel 1991 a Saint-Vincent, nell’ambito della cerimonia di assegnazione delle Grolle d’Oro.
Nella stagione 1991-’92 va in scena al Teatro Stabile d’Abruzzo Trasformazioni, che raccoglie ottime critiche. In occasione della prima della commedia, Lorenzo Salveti decide di organizzare a latere un convegno sulla drammaturgia italiana e ne affida a lei l’ideazione e l’organizzazione: nascerà Nella stanza dell’autore, primo convegno italiano sulla nuova drammaturgia in cui sono gli scrittori ad avere la parola per presentare i propri testi, parlare del proprio percorso e delle proprie linee di ricerca e confrontarsi con gli altri autori.
Nel gennaio 1992 pubblica Immagini, nella Collana Inediti Siad, per la E & A Editori Associati, e il suo atto unico Un giorno di libertà viene trasmesso da Rai Stereo Due.
Lo stesso anno vince per la seconda volta il Premio IDI con Il Veliero e il pesce rosso, che viene presentato al Festival dei Due Mondi di Spoleto, nella Rassegna “Commedie nuove, signori!”.
Nel novembre del ’92, promossa dall’Associazione «Rovereto, un teatro per l’Italia», la commedia Immagini va in scena in Russia, al Teatro Stabile di Voronezh «Aleksandr Kolzov», interpretata dagli attori dell’ensemble, diretti da Anatolij Ivanov, e insieme ad altri spettacoli rappresenterà il teatro italiano al Festival di Togliattigrad.






Sempre impegnata sul fronte della difesa e della valorizzazione della nuova drammaturgia, fonda con altri amici scrittori (Rosario Galli, Francesco Silvestri, Ugo Chiti, Vittorio Franceschi, Stefania Porrino e Antonio Gavino Sanna) la «Compagnia degli Autori», in cui gli autori mettono in scena ed interpretano testi di altri drammaturghi.
Intanto Il veliero e il pesce rosso, pubblicato sulla rivista teatrale «Ridotto», viene messo in scena dalla Compagnia «Elettra Produzioni»: debutta con successo in Toscana, al Teatro Verdi di Santa Croce sull’Arno, e compie una lunga tournée in tutt’Italia, sino a giungere a Roma, nell’aprile 1993, al Teatro Ateneo, nella stagione del Teatro Stabile di Roma.

Il suo atto unico Un giorno di libertà partecipa a New York, nel giugno del ’93, al «Love Creek Short Play Festival – Festa italiana del Teatro» (diretto da Philip Galbraith, traduzione di Lynne Romeo Erspamer), mentre a Roma viene presentato da Maria Teresa Bax e Rosa Ferraiolo a Castel Sant’Angelo, nella rassegna teatrale «Invito alla lettura», a cura di Patrizia La Fonte.
Inizia a lavorare ad un progetto di fiction sulla storia dell’emancipazionismo femminile italiano, Ersilia e le altre, un grande affresco storico al femminile, dal 1902 al 1945. La Resistenza e la storia delle donne sono sempre stati, infatti, due argomenti di profondo interesse per lei, che nel 1980 aveva vinto il suo primo premio letterario, il Premio Internazionale di Cultura «Città di Anghiari», con uno studio sulle “Donne al Governo”. Ma la televisione italiana non è ancora pronta per realizzare film e sceneggiati in costume, e il progetto, nonostante un lungo lavoro di ricerca e di scrittura, deve essere accantonato e verrà attivato solo nel 2004.
Per la Divisione Programmi per l’Estero della Rai, l’attuale Rai International, scrive la serie di sette radiodrammi Sabato, Domenica e… Venerdì – Uno sguardo sull’Italia che cambia, di alcuni dei quali cura anche la regia.

Nel 1994 va in scena al Teatro Stabile di Parma In una notte come questa, con la regia di Gigi Dall’Aglio.
Nei due anni successivi continua a scrivere commedie (Passaggio con eclissi, Solo per amore, Pensieri Velenosi), a lavorare come giornalista e soprattutto si impegna come volontaria nella breve stagione politica di Alleanza Democratica, in un periodo in cui aleggiano grandi speranze che l’Italia possa voltare pagina rispetto a corruzione, consociativismo e malgoverno. Nell’ambito di un convegno dedicato alla partecipazione di candidate provenienti dalla cosiddetta “società civile” alle consultazioni regionali del 1995, le viene chiesto di scrivere una relazione piuttosto originale quanto ardua: «Come si scrive un discorso elettorale». La relazione ha successo, viene riproposta in altre consultazioni elettorali e pubblicata sul sito del Ministero per le Pari Opportunità ne “Il kit della candidata”. Ma soprattutto Maria Letizia Compatangelo, che nel frattempo è stata nominata membro del direttivo dell’A.S.S.T. (Associazione Sindacale Scrittori di Teatro), si impegna nella stesura del programma culturale di Alleanza Democratica e in una serie di proposte legislative che rispecchino condizioni ed esigenze dei drammaturghi italiani, al fine di far sentire anche la loro voce nella legge quadro sul teatro di prosa che, si sperava, di lì a poco sarebbe stata varata.
In questo periodo, in cui insieme ad altre amiche autrici e studiose di teatro dà vita all’Associazione «Isabella Andreini», alcune sue commedie sono oggetto di letture, mise en espace e dibattiti: a Roma (Rigorosamente a lume di candela, con Francesca Benedetti, in Eros e Rosa, Teatro Belli; Pensieri velenosi, in Serata di Rap-Presentazione delle Isabelle, Teatro dell’Orologio); a Milano (Ladri di Immortalità, a cura de I Rabdomanti, intervento critico di Ugo Ronfani, Teatro dei Filodrammatici; Passaggio con eclissi, Rassegna annuale di drammaturgia a cura dell’Outis), a Salerno e a Firenze (Immagini, Teatro delle Donne, Teatro La Limonaia).

Nel 1996 la commedia Solo per amore riceve la menzione speciale Premio Studio 12 e Un bicchiere di tramonto il Premio Luigi Antonelli. Nel 1997 Solo per amore riceve il 3° Premio Vallecorsi.
Nel 1997, chiamata da Italo Moscati, che è venuto a conoscenza della sua ricerca sul teatro di prosa in televisione, comincia un fruttuoso rapporto di collaborazione con Rai Educational, con la trasmissione Grand Tour.
Contemporaneamente si lancia in un progetto che l’affascina grandemente: scrivere le liriche per un’opera rock, Lady M, la storia di Lady Macbeth, in un’epoca in cui il musical in Italia non era ancora in voga. Con le musiche di Giorgio Mazza e le liriche scritte con Alberto Menenti, Lady M, la prima rock opera italiana, viene presentata al teatro Greco di Roma nel luglio del 1997 e in concerto all’Alpheus di Roma nel 1998. Verrà inoltre ripresa nell’ambito dell’Estate Romana 2002 a Villa Ada.
Il 1998, 1999 e 2000 sono anni all’insegna del teatro di prosa in televisione: il direttore dell’epoca della Collana VQPT della Rai, Celestino Spada, si entusiasma del progetto di ricerca e lo prende in mano per pubblicarlo nella sua Collana per Rai Eri. Si tratta quindi di procedere ad un aggiornamento di quattordici anni per quella che diventerà l’enciclopedia del teatro di prosa nella televisione italiana, dal 3 gennaio 1954, giorno dell’inaugurazione, a tutto il 1998. Il volume si intitola infatti La maschera e il video. Tutto il teatro di prosa in televisione, dal 1954 al 1998 e nell’autunno1999 viene presentato in collaborazione con l’ETI al Teatro Valle di Roma, nell’ambito dei Percorsi Internazionali, alla Pergola di Firenze e al Duse di Bologna. Il volume viene immediatamente riconosciuto come principale punto di riferimento per ricerche attinenti il teatro di prosa in televisione, e in quanto tale acquisito da università, biblioteche e centri di studi multimediali in Italia e all’estero.
Nello stesso periodo realizza per conto dell’ETI Rassegne video di spettacoli shakespeariani ed è consulente cinematografica della trasmissione Tema, di Rai Educational.
Per il libro Il cattivo Eduardo, a cura di Italo Moscati, edito da Marsilio, scrive due saggi su Eduardo De Filippo (uno dei quali proprio sul suo rapporto con la televisione) e con Luciano Lucignani lavora come autrice al programma di Rai Educational Tempo Scena, una ricognizione sui segreti del teatro e della vita insieme ai grandi interpreti del teatro italiano.
E sempre nel 1999 si apre un altro importante capitolo dei suoi studi sul teatro di prosa in televisione, con la realizzazione, in qualità di autrice e consulente scientifica, di Sipario – Momenti e figure della storia del teatro: il primo esperimento italiano di una vera e propria storia del teatro attraverso la televisione, con la trasmissione integrale di più di 300 pièces in un cartellone teatrale di 90 puntate, ognuna delle quali è in effetti una mini rassegna a tema.
Intanto, sul versante teatrale, per la rassegna “Elena e le altre”, scrive il monologo La cintura di Ippolita, presentato in lettura scenica al Teatro Abaco di Roma e quindi allestito dalla Cooperativa “Il Carro dell’Orsa” per la stagione romana del “Fontanonestate”, nel luglio 2000, con la regia di Maddalena Fallucchi, protagonista Maria Teresa Bax e Massimo Carrano alle percussioni.
Su sollecitazione di un amico musicista, Fabio Borgazzi “Fabor”, scrive Mata Hari, una commedia con musiche sulla controversa e affascinante storia della regina della Belle Epoque e della sua ascesa e caduta come spia. Questa commedia, non inserita nella presente raccolta, andrà in scena in Croazia, nell’aprile 2006, protagonista Ksenija Prohaska, regia di Nino Mangano.
Nel 2000–2001 è consulente generale, unitamente a Guido Davico Bonino, del programma satellitare di Rai Educational La Rai à la carte, il primo esperimento in Italia di TV pubblica a richiesta.
Divenuta membro del Comitato per i Problemi dello Spettacolo – Sezione Teatro del Ministero Beni e Attività Culturali, si impegna in favore degli autori e in particolare in una battaglia volta a indirizzare i contributi ministeriali per gli allestimenti di “autori contemporanei” alle compagnie che realmente mettano in scena, rischiando, gli autori nuovi.
Ma soprattutto nel 2000 decide che ha un vecchio appuntamento da rispettare, qualcosa che ha sempre pensato di affrontare, prima o poi, e che adesso, nell’anno del centenario della nascita di Eduardo De Filippo, è arrivata l’ora di portare a compimento. Si ritira così a scrivere O Capitano, mio Capitano! Eduardo maestro di drammaturgia, incoraggiata dal professor Ferruccio Marotti, che approva immediatamente il progetto del libro, che inaugurerà la sezione “Memorie di Eduardo” della Collana «Biblioteca Teatrale» della Bulzoni. È un tributo, un omaggio al grande maestro, di cui indaga, racconta e propone in una luce originale il metodo d’insegnamento. Un libro di riflessioni sul teatro e sulla drammaturgia, un viaggio che parte dall’esperienza della Scuola all’Università di Roma con Eduardo e gli altri compagni di avventura, per allargarsi alle sue esperienze e al suo percorso di scrittrice, a vent’anni di distanza.
O Capitano!, edito nel 2002 da Bulzoni & Università degli Studi di Roma «La Sapienza», viene presentato il 1° ottobre 2003 alla Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”, inaugurata per l’occasione, da Franca Angelini, Isabella De Filippo, Ferruccio Marotti e Michele Mirabella.
Nel periodo di gestazione del libro su Eduardo, scrive anche il monologo Aquila sapiens sapiens – Canto per Prometeo per la rassegna “Lo specchio di Narciso”, che si tiene nell’ottobre 2001 al Teatro Noteghen di Roma, protagonista Luciano Roffi, percussioni di Massimo Carrano. Aquila sapiens sapiens – come già La cintura di Ippolita nel 2000 – vince il premio di Scrittura Teatrale Inner Wheel 2002 e viene pubblicato nel volume Donne & Teatro, Edizioni IGEA.
Una ragazza come io – dedicato ad Anita Loos viene rappresentato a Formia, nell’estate 2002, nell’ambito della rassegna “L’Età del Jazz” e ai Giardini della Filarmonica di Roma, nella rassegna “I Solisti del Teatro”, protagonista Miranda Martino, regia di Maddalena Fallucchi,
Nel 2004 realizza un altro grande desiderio: scrivere per il teatro To be or not to be, una commedia esilarante e profonda, tratta dal soggetto che Melchior Lengyel scrisse nel 1940 e che fu la base del famoso, omonimo film di Ernst Lubitsch.
Nel 2004-2005 viene chiamata ad insegnare drammaturgia al Teatro Ateneo dell’Università di Roma «La Sapienza», nello stesso luogo dove aveva insegnato Eduardo De Filippo e dove da allora non si erano più tenute lezioni di scrittura teatrale.
Nel dicembre 2005 esce il secondo volume de La maschera e il video. Tutto il teatro di prosa in televisione dal 1999 al 2004, nel quale il campo d’indagine è allargato ai canali digitali e tematici e al digitale terrestre.
Nel marzo 2006 Aquila sapiens sapiens – Canto per Prometeo va in scena al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, con la regia di Manuel Giliberti, protagonista Osvaldo Ruggieri, musiche di Antonio Di Pofi.

Nell’ottobre 2006, mise en espace del dramma A Mani Nude, a cura di Antonio Calenda, con Osvaldo Ruggieri e Daniela Giovanetti e le musiche del M° Germano Mazzocchetti.
Nel 2007 esce il volume delle sue opere complete, Il Teatro dell’Inganno, con prefazione di Ferruccio Marotti. Trogen – Svizzera, BE@A Entertainment & Art, Collana I Meridiani del Teatro. Il volume viene presentato il 5 marzo 2008 in Campidoglio, nella Sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini di Roma da Antonio Calenda, Tiberia De Matteis, Ferruccio Marotti e l’editore Enrico Bernard. Letture di Maria Teresa Bax, Rosa Ferraiolo, Luciano Roffi e Amalia Vetromile.
L’8 ottobre 2008 debutta con successo al Politeama Rossetti di Trieste la sua commedia To be or not to be, prodotta dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, regia di Antonio Calenda, protagonisti Giuseppe Pambieri e Daniela Mazzuccato, musiche di Nicola Piovani.
Nel marzo 2009 adatta e dirige, al Teatro dell’Orologio di Roma, La ballata del vecchio marinaio, di Samuel T. Coleridge, traduzione di Mario Luzi, musiche originali del M° Enzo De Rosa, con Luciano Roffi e Rosita Tassi.
Per il sindacato scrittori di teatro ASSTeatro organizza e presiede il Convegno di studi “L’Autore di parola tra Teatro, Cinema e Televisione”. Roma, Biblioteca Teatrale del Burcardo, 23 aprile 2009.
Nel corso del 2009 la commedia To be or not to be riprende dal Teatro Manzoni di Milano la sua tournée italiana, che prosegue con successo sino ad arrivare il 30 dicembre al Teatro Argentina di Roma.



Nel giugno 2010, prodotta dal Centro Teatro Ateneo dell’Università «La Sapienza» di Roma, va in scena al Teatro Laboratorio Eduardo De Filippo la performance da lei scritta e diretta Una serva napoletana alla corte del Re Sole, nata da un laboratorio sulle villanelle napoletane del ‘600. Con Amalia Vetromile, alla chitarra il M° Massimo Antonietti.




Nell’ottobre 2010, nell’ambito del Progetto “Spie – Quattro donne misteriose”, va in scena al Bracciano Opere Festival il monologo Patriottismo orizzontale.
Nell’anno accademico 2010 riprende il corso di drammaturgia e scrittura scenica all’Università «La Sapienza» di Roma, Dipartimento Arti e Scienza dello Spettacolo.
Per la Società Italiana Autori Drammatici, pubblica il volume delle commedie Come te, I figli del silenzio, Il veliero e il pesce rosso. Collana “Teatro Italiano Contemporaneo”, Roma, Bulzoni, 2010, che verrà presentato il 19 maggio 2011 alla casa di Pirandello da Franca Angelini, Maurizio Giammusso, Marcantonio Lucidi e Ferruccio Marotti.
Idea e realizza con Marisa Laurito e Giuliana Gargiulo la serata spettacolo dedicata ad Eduardo De Filippo ‘O culore d’ ‘e pparole, il 6 dicembre 2010 al Teatro Magnani di Fidenza.
Per il sindacato scrittori di teatro ASSTeatro organizza il Convegno di studi “L’Editoria teatrale e il viaggio del copione”, cui partecipa con l’intervento Pirandello, Eduardo e dintorni. Roma, SIAE, 19 aprile 2011. In questa sede viene presentato il volume da lei curato degli atti del convegno “L’Autore di parola tra Teatro, Cinema e Televisione”, edito da BE@A Entertainment & Art, Trogen – Svizzera, 2011.
Nell’autunno 2011 viene chiamata a sottoscrivere il “Manifesto degli Autori” per il Teatro Valle occupato, nel quale veniva sottolineata la “vocazione drammaturgica” del Teatro Valle. Essendosi sempre occupata di politica culturale e dei problemi degli autori, firma con entusiasmo: ancora non lo sa ma è una firma che inciderà profondamente sulla sua vita negli anni a venire. Il Manifesto degli Autori solleva immediatamente un’ondata crescente di prestigiose adesioni: tanti autori si ritrovano uniti per reclamare – dopo la chiusura dell’I.D.I. (Istituto del Dramma Italiano) nel 1998 e quella dell’ETI (Ente Teatrale Italiano) nel 2011 – quello che esiste in ogni altro Paese, europeo ed extraeuropeo: un Centro Promozione e Studi e un Teatro interamente dedicati alla Drammaturgia Contemporanea Italiana.
Presto gli autori sono però costretti a fuoriuscire dal Valle, di cui non condividono più gestione e obiettivi, e danno vita al Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea – CENDIC, di cui viene eletta Presidente.
Il CENDIC nasce ufficialmente il 16 gennaio 2012, con una conferenza stampa al Teatro Quirinetta che per un anno sarà la sua prima casa. L’8 marzo dell’anno successivo, viene stilato un Protocollo di collaborazione tra CENDIC, Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Culturali e Biblioteche di Roma, che riconosce l’attività e la vocazione istituzionale del CENDIC, e gli assegna una sede presso la “Casa dei Teatri” del Villino Corsini, a Villa Pamphilj.
Il ruolo di Presidente del CENDIC è un impegno che assorbe molto tempo ed energie, occorre tenere insieme tanti artisti sulla base del lavoro volontario di tutti, con l’obiettivo di far istituire in Italia un Teatro per la Drammaturgia Italiana Contemporanea.
Comincia così a lavorare su due binari paralleli: da una parte la sua attività di drammaturga, saggista e docente di Drammaturgia e dall’altra l’intenso lavoro di Presidente del CENDIC, sul fronte delle Istituzioni, degli autori e del pubblico. Il CENDIC, che oggi conta più di 250 autori tra i più rappresentati e più rappresentativi d’Italia, si impone rapidamente come punto di riferimento nazionale per teatranti, artisti e studiosi in Italia e all’estero: dal 2012 ad oggi sono innumerevoli le iniziative, le rassegne, gli incontri internazionali, le collaborazioni istituzionali con Enti e Università, i seminari, le masterclass nelle Scuole, i Premi e le pubblicazioni del CENDIC, documentati nel sito www.cendic.it e nel file “Attività e Protocolli CENDIC”.
Nel 2012, su richiesta della Cooperativa “Il Carro dell’Orsa”, che ne curerà la produzione, riscrive Una serva napoletana alla corte del Re Sole, trasformandolo da monologo a testo a tre personaggi, che va in scena con la sua regia al Teatro Due di Roma il 20 marzo 2012, con Amalia Vetromile, Duska Bisconti e il musicista Massimo Antonietti.
Sempre nel 2012 inizia la collaborazione con l’Accademia Internazionale di Arte Drammatica – AIAD del Quirinetta come docente di analisi drammaturgica
Nel 2013, per la Rassegna “Dieci ragazze per Skenè”, diretta da Rosario Galli, dirige una nuova edizione de La cintura di Ippolita, con Maria Teresa Bax e le musiche originali di Francesco Verdinelli e scrive la commedia La cena di Vermeer, che vince i due più importanti Premi Nazionali di Drammaturgia: del 2014: il primo Premio Vallecorsi e il Premio SIAE – sezione commedia.
Lo stesso anno inizia a collaborare come docente con il Master di Drammaturgia e Sceneggiatura dell’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” e riceve il Premio “Ombra della sera” del Festival del Teatro Romano di Volterra per la Drammaturgia.
Il 2014 è anche l’anno dell’Appello CENDIC alle Istituzioni “Per un Teatro della Drammaturgia Italiana Contemporanea”, che in pochi giorni raccoglie oltre 1200 firme di artisti, intellettuali, teatranti, operatori culturali, compagnie, teatri, distributori e associazioni di settore, dimostrando quanto l’esigenza di un Teatro per la Drammaturgia italiana sia ormai percepita e condivisa a tutti i livelli.
Nel 2015, nasce il Premio di Drammaturgia CENDIC – Segesta, di cui è coordinatrice e Presidente di Giuria, un premio pensato dagli autori per gli autori, unico nel suo genere (v. www.cendic.it) e inizia la fruttuosa collaborazione tra CENDIC e Messico.
Per Radio Vaticana scrive “l’intervista impossibile” ad Eleonora Duse Un’estate in più, interpretata da Pamela Villoresi (e lei stessa nel ruolo dell’intervistatrice), trasmessa il 1° ottobre 2015.
Nell’aprile 2016 Come te va in scena con successo al Teatro dei Conciatori di Roma, con Gianna Paola Scaffidi, Marina Magoni, Igor Mattei e la regia di Donatella Brocco.
Nel 2016 Prigionieri al settimo piano debutta al Teatro dei Conciatori di Roma con Gianna Paola Scaffidi, Rosario Galli, Elia Paniccia e la regia di Donatella Brocco.
Nel 2017 La musica dell’anima. Ritratto di Eleonora Duse tra le note della sua epoca inaugura il Festival di Todi. 2017. Con Pamela Villoresi nel ruolo di Eleonora Duse e al piano il M° Marco Scolastra: un fitto dialogo tra parola e musica, molto apprezzato da pubblico e critica, tuttora richiesto e rappresentato.
Il 2017 è un anno di grande crescita per il CENDIC, che ottiene dal MIBAC i fondi per il Progetto speciale “Ecosistema integrato per la promozione della Drammaturgia Italiana Contemporanea” (con i cinque progetti Premio Cendic Segesta di Drammaturgia, Teatro in Provincia, Made in Italy, Autori Expo e Parola al Teatro), e nell’ambito del progetto “Mexico chiama Italia” vede pubblicata l’antologia di sedici monologhi di autori italiani tradotti in spagnolo Dramaturgia italiana contemporanea.
Nel 2018, su invito del regista Alessandro Gilleri, scrive il monologo Il collezionista. Evan Gorga da La Bohème a Palazzo Altemps, che va in scena a Palazzo Altemps e al Teatro Tordinona interpretato da Gino Auriuso.
L’anno seguente l’attore e produttore messicano Luis Miguel López López porta in scena Aquila sapiens sapiens in Messico, a Guadalajara e Città del Messico, con la regia di Alejandro Herrera.
Per le edizioni Dino Audino realizza Parti femminili, antologia di monologhi di quaranta autrici e autori italiani contemporanei, che nel 2019 viene presentato a Roma (Isola del Cinema – Isola Tiberina) e a Milano (Bookcity, Piccolo Teatro di Milano).
Il 30 ottobre dello stesso anno il Professor Roberto Trovato dell’Università di Genova tiene all’annuale Convegno di Recalmuto, paese natale di Sciascia, una relazione sulla sua attività drammaturgica, dal titolo Maria Letizia Compatangelo. Trent’anni di Teatro civile. 1989-2019.
Nel 2019, con la collaborazione dell’Università di Roma e il patrocinio dell’Ambasciata del Messico in Italia, idea e mette in atto per il progetto CENDIC “Italia llama Mexico” una sinergia che darà vita al volume La parola e il grido, Fahrenheit editore, che cura con il professore Stefano Tedeschi, docente di Letterature ispaniche a «La Sapienza»: un’antologia di monologhi di autori messicani tradotti in italiano, grazie all’originale collaborazione tra gli studenti del Professor Tedeschi e i drammaturghi del CENDIC.
Su invito del Trio Metamorphosi, Mauro Loguercio (violino), Angelo Pepicelli (pianoforte) e Francesco Pepicelli (violoncello), intraprende una nuova avventura: scrive per loro Beethoven in Vermont, spettacolo di cui curerà anche la regia, programmato per la primavera del 2020, in occasione del 250^ anniversario della nascita di Beethoven.
Il 2020 è però l’anno in cui esplode nel mondo la pandemia da Covid 19, e tutto il Teatro è costretto a fermarsi per due stagioni.
Nell’aprile 2020, per il progetto Cendic a cura di Gianfranco Perriera e Liliana Paganini per le Biblioteche di Palermo, Palermo città che legge Pirandello, realizza e interpreta in video la lettura e il commento critico della novella pirandelliana La verità.
Su idea del socio Francesco Scotto, il CENDIC decide di commemorare le vittime della pandemia con un oratorio laico, Le parole non dette: viene così realizzata una serie di brevi video, “un filmato di voci per le vittime del Covid”, realizzati da ogni autore in autonomia. Per questo progetto scrive e interpreta Per Anna.
L’estate sembra portare una tregua, termina il primo lockdown e il Teatro tra mille cautele riparte con spettacoli e Festival all’aperto.
Con Maria Rosaria Omaggio, che ne è anche la regista e protagonista con Pino Quartullo, scrive Scarpe rosse, spettacolo multimediale che ripropone la storia del femminicidio attraverso i secoli. Scarpe rosse debutta al Festival di Napoli il 5 luglio 2020.
Con l’inverno il lockdown blocca nuovamente il Teatro italiano, ma nel frattempo nascono intese e sinergie tra gli autori, soprattutto di spettacolo dal vivo, la cui situazione priva di welfare di qualsiasi tipo è venuta tragicamente alla ribalta con il Covid.
Un’intensa attività istituzionale coinvolge dunque il CENDIC nei mesi di fermo teatrale forzato: è tra i soci fondatori dell’Unione Nazionale Autori-UNA (www.unionenazionaleautori.it), entra a far parte di UNISCA (www.unisca.it), Federazione di Associazioni di tutto il comparto della creatività e dello. spettacolo e con l’ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici) fonda AUT-Autori, la Federazione di Autori di parola, cui aderiscono ANART (Associazione Nazionale Autori Radiotelevisivi ) e AIDAC (Associazione Italiana Dialoghisti e Adattatori Cinematografici).
L’attività comune di queste Federazioni si concentra, oltre che sui sussidi per gli Autori bloccati a causa della pandemia, sul nuovo Codice dello Spettacolo, sulla riforma del welfare e sul riconoscimento professionale della figura dell’Autore, ma il CENDIC non tralascia la sua battaglia per l’istituzione di un Teatro e un Centro promozione e Studi della Drammaturgia Italiana Contemporanea.
Nel frattempo, su richiesta di Biblioteche di Roma per le celebrazioni della nascita di Dante Alighieri, nel marzo 2021, coordina il ciclo di video di letture dantesche da parte di 22 autori del CENDIC (cui partecipa con la lettura del Canto X dell’Inferno).
Nel 2021 debutta Beethoven in Vermont: dal debutto nazionale il 9 luglio al Teatro Verdi di Pordenone lo spettacolo (ancora in tournée) tocca molte tra le maggiori città italiane con grande successo, sorprendendo critici e spettatori con la proposta di una storia importante ed emozionante, in cui tre concertisti classici/attori recitano ed eseguono alcuni tra i più bei trii di Beethoven, raccontando la nascita del leggendario Festival di Marlboro.
Nell’agosto 2021 il monologo Processo a Medea debutta al Festival di Segesta, protagonista Elena Bucci, con la regia di Bucci e dell’autrice e le musiche del M° Germano Mazzocchetti.
Nel novembre 2021 introduce e modera il convegno Jon Fosse e la poetica del confine, presso l’Istituto di Norvegia a Roma, atto finale del laboratorio di alta formazione per Nuovo Imaie “Quando un angelo attraversa la scena”, diretto da Alessandro Machia.
Nel 2022 scrive per il volume Al lavoro con Eduardo, a cura di Giulio Baffi, Quando Eduardo incontrò De Simone (Napoli, Guida editore), e per la ristampa de La scena delle donne, di Mario Moretti ed Emilia Costantini, il saggio introduttivo La scena femminile in Italia 1992-2022 (BeaT EnterteinmentArt, Trogen, CH).
Alle elezioni SIAE 2022 entra nella Commissione DOR, nella lista “Autori DOR – ANART per gli Autori”, per la quale ha stilato il programma per il teatro.
Sempre nel 2022 idea e cura per il CENDIC il laboratorio Leggere il Teatro, nell’ambito del progetto contro le povertà educative del XII Municipio di Roma, che l’anno successivo sarà replicato con successo per gli utenti di Biblioteche di Roma.
Sul versante della docenza di drammaturgia, mentre continua il rapporto di collaborazione con il Master in drammaturgia e sceneggiatura dell’Accademia “Silvio d’Amico”, nel 2023 inizia la collaborazione con il Teatro Stabile Biondo e l’Università di Palermo per il corso di laurea “I Mestieri dello Spettacolo”, diretto da Pamela Villoresi. Inoltre è docente di scrittura per il teatro al Tuscia Art Lab, nel progetto diretto da Giuseppe Manfridi e Giulia Marchetti“La fabbrica delle parole”.
Nel maggio 2023 La cena di Vermeer debutta con successo al Teatro Manfredi di Ostia, protagonista Mario Scaletta, regia di Felice Della Corte.
Partecipa alla realizzazione del Convegno AUT-Autori sull’AI “L’Autore di parola e di immagine tra realtà virtuale e intelligenza artificiale”, al Palazzo delle Esposizioni di Roma, 20 giugno 2023. Il suo intervento, che muove lo sguardo dal settore teatrale, si intitola: Una metafora ci salverà.
A settembre Processo a Medea viene rimessa in scena in settembre in una nuova edizione, con Rosa Ferraiolo e la regia di Roberto Zorcut.
E dopo lo stop causato dalla pandemia, nel 2023 riprende il Premio CENDIC di Drammaturgia: è la sesta edizione, ma dopo tre anni occorre riannodare tutti i fili delle collaborazioni, ricostruire le sinergie e le motivazioni: un lavoro che da aprile 2023 alla serata di premiazione, l’11 gennaio 2024, la tiene occupata quasi a tempo pieno e che come sempre coinvolgerà decine di artisti, drammaturghi e operatori teatrali per assicurare al testo vincitore la rappresentazione e la pubblicazione in volume.
In questi mesi termina la stesura della commedia Quaranta giorni.
Nel giugno 2024, nell’ambito delle celebrazioni del centenario della morte di Eleonora Duse, il suo testo La musica dell’anima. Ritratto di Eleonora Duse tra le note della sua epoca viene pubblicato da Bulzoni nel volume UNIVERSO DUSE. Drammaturgie sulla Divina (1947-2027), a cura di Maria Pia Pagani e Paolo Puppa.
Contemporaneamente Sinestesieonline, supplemento della rivista letteraria Sinestesie, a. XIII, n. 42, 2024 , nella rubrica “Il Parlaggio”, a cura di Maria Pia Pagani, pubblica Teatranti di razza, dialogo con Pamela Villoresi sulla Duse e il teatro di ieri e di oggi.
Opere principali
HA SCRITTO VOLUMI:
La maschera e il video – Tutto il teatro di prosa in televisione, dal 1954 al 1998, Rai Eri 1998, pp, 800, una ricerca esaustiva con repertorio completo ed ampio saggio introduttivo.
O Capitano, mio Capitano! Eduardo maestro di drammaturgia, edito da Bulzoni & Università degli Studi di Roma «La Sapienza», nella collana Biblioteca Teatrale, 2002 (con la sua presentazione è stata inaugurata la Biblioteca Spadolini del Senato).
La maschera e il video – Tutto il teatro di prosa in televisione, dal 1999 al 2004, secondo volume, Rai Eri, 2005.
Ha realizzato le antologie: Parti femminili. Monologhi di donne nel teatro contemporaneo italiano (Audino editore, 2019) e La parola e il grido, monologhi del teatro messicano contemporaneo (Edizioni Fahrenheit, 2019), in co-curatela con il Professor Stefano Tedeschi dell’Università «La Sapienza» di Roma
Ha curato inoltre il volume degli atti del convegno L’Autore di parola tra Teatro, Cinema e Televisione, editrice BE@A Bernard Entertainment, 2011, Trogen, Switzerland e il volume
Il Cinema Italiano 1989-1990, edito da FilmFestItalia, Percorsi del Cinema Europeo.
Saggi su Eduardo De Filippo e la televisione, sulle figure femminili del teatro eduardiano e su Eduardo maestro di drammaturgia sono contenuti anche nel volume Il cattivo Eduardo, Marsilio 1998, a cura di Italo Moscati, Sabato, domenica e lunedì. Eduardo De Filippo, teatro, vita, copione e palcoscenico, Bulzoni, 2005, a cura di Silvia Ortolani, e Al lavoro con Eduardo, a cura di Giulio Baffi, Guida editori, 2022.
Sulla Scuola di Drammaturgia di Eduardo De Filippo ha tenuto conferenze e relazioni all’Aula Magna e al Teatro Ateneo dell’Università «La Sapienza» di Roma e in scuole teatrali di Firenze, Bologna e Roma.
HA IDEATO E REALIZZATO CONVEGNI:
Nella stanza dell’autore, Teatro Stabile d’Abruzzo: per la prima volta gli autori teatrali vengono chiamati a parlare del proprio percorso creativo e della propria poetica. Lanciano, 1992;
L’Autore di parola tra Teatro, Cinema e Televisione, 2009, ASSTeatro, Biblioteca del Burcardo di Roma;
L’editoria teatrale e il viaggio del copione, 2011, ASSTeatro, Sala Puccini della Siae.
Come regista, tra l’altro, nel 2009 cura l’adattamento e mette in scena La ballata del vecchio marinaio, di Samuel T. Coleridge, e nel 2010 realizza come autrice e regista la serata spettacolo dedicata ad Eduardo De Filippo ‘O culore d’ ‘e pparole, con Marisa Laurito.
Membro del Consiglio direttivo ASSTeatro (Associazione Sindacale Scrittori di Teatro) e di UNISCA (coordinamento del Settore Creativo, delle Arti e dello Spettacolo), è stata componente del Comitato Tecnico SIAE per le opere teatrali e del Comitato Consultivo Prosa del Ministero.
TRA LE SUE OPERE TEATRALI:
2023 – La cena di Vermeer, protagonista Mario Scaletta, con Felice della Corte, Tiziana Sensi, Caterina Gramaglia e Paolo Gasperini. Regia di Felice Della Corte. Debutto al Teatro Manfredi di Ostia. Produzione Teatro Mania.
2021 – Beethoven in Vermont, Con il Trio Metamorphosi (Mauro Loguercio, violino; Francesco Pepicelli, violoncello; Angelo Pepicelli, pianoforte). Musiche di Ludwig Van Beethoven. Regia dell’autrice. Debutto al Teatro Verdi di Pordenone. Produzione Associazione MusicaNova e Filarmonica Umbra.
2021 – Processo a Medea, con Elena Bucci. Musiche di Germano Mazzocchetti. Debutto al Teatro Greco di Segesta, Festival “Le Dionisiache 2021”. Regia di Elena Bucci e Maria letizia Compatangelo. Produzione “Teatro della Città” di Catania.
2020 – Scarpe Rosse. Scritto con Maria Rosaria Omaggio. Debutto al Napoli Teatro Festival, luglio 2020. Regia di Maria Rosaria Omaggio, protagonista con Pino Quartullo.
2018 – Il Collezionista – Evan Gorga da La Bohème a Palazzo Altemps. Debutto a Palazzo Altemps. Teatro Tordinona. Con Gino Auriuso, regia Alessandro Gilleri.
2017 – La musica dell’anima. Ritratto di Eleonora Duse tra le note della sua epoca. Ha debuttato il 1° settembre al Festival di Todi. Con Pamela Villoresi. Al piano il M° Marco Scolastra. Pubblicata sulla rivista teatrale «Ridotto».
2016 – Prigionieri al settimo piano, ha debuttato a Roma il 18 ottobre 2016, con Gianna Paola Scaffidi e Rosario Galli. Regia di Donatella Brocco. Pubblicata sulla rivista teatrale «Ridotto».
2016 – Come te – debutta in marzo alTeatro dei Conciatori di Roma la nuova versione della commedia pubblicata da Bulzoni nella collana SIAD “Teatro Italiano Contemporaneo”, protagonista Gianna Paola Scaffidi. Regia di Donatella Brocco.
2012 – Una serva napoletana alla corte del Re Sole, presentata nel giugno 2010 al Teatro Laboratorio “Eduardo De Filippo” dell‘Università «La Sapienza» di Roma, debutta al Teatro Due di Roma nel marzo 2012, con Amalia Vetromile, Duska Bisconti e Massimo Antonietti. Regia dell’autrice.
2010 – Patriottismo orizzontale, ottobre 2010, Bracciano Opere Festival, Progetto “Spie – Quattro donne misteriose”; nel gennaio 2012 rappresentato alla Sala Bartoli del Teatro Stabile di Trieste, protagonista Rosa Ferraiolo, regia di Irene Noli.
2008 – To be or not to be, dal soggetto originale di Melchior Lengyel, debutta al Politeama Rossetti di Trieste con la regia di Antonio Calenda, musiche di Nicola Piovani, protagonisti Giuseppe Pambieri e Daniela Mazzuccato. Prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, conclude la tournée al Teatro Argentina nel gennaio 2010.
2006 – Aquila sapiens sapiens, partecipa nell’ottobre alla rassegna sul mito “Lo specchio di Narciso” e vince il premio Inner Wheel 2002. Debutta nel marzo 2006 a Trieste, prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, con la regia di Manuel Giliberti, protagonista Osvaldo Ruggeri. In scena nel 2013 al Teatro Astra di Torino, protagonista Bruno Pennasso. Pubblicata sulla rivista teatrale «Ridotto».
2002 – Una ragazza come io – dedicato ad Anita Loos, con Miranda Martino, regia di Maddalena Fallucchi, Giardini della Filarmonica di Roma, rassegna “I Solisti del Teatro” 2002.
2000 – La cintura di Ippolita, monologo Premio di Scrittura Teatrale Inner Wheel. Rappresentata nella rassegna “Fontanonestate” nel luglio 2000, con la regia di Maddalena Fallucchi, nella rassegna sul mito “Elena e le altre” al Teatro Abaco di Roma e nel febbraio 2013 al Teatro Skené di Roma, protagonista Maria Teresa Bax, regia dell’autrice. Pubblicata sulla rivista teatrale «Ridotto».
1997 – Lady M, rockopera, musiche di Giorgio Mazza, co-autore Alberto Menenti, rappresentata al teatro Greco di Roma nel 1997, in concerto all’Alpheus di Roma nel 1998 e nell’Estate Romana 2002 a Villa Ada. Regia dell’autrice.
1994 – In una notte come questa, rappresentata al Teatro Due di Parma, regia di Gigi dall’Aglio, con Daniela Giordano, Rosa Ferraiolo e Dely De Maio.
1992 – Il veliero e il pesce rosso, Premio IDI; presentata al Festival dei Due Mondi di Spoleto nella Rassegna “Commedie nuove, signori!”. In cartellone al Teatro Ateneo nell’aprile 1993, nella stagione del Teatro Stabile di Roma. Pubblicata sulla rivista teatrale «Ridotto».
1991 – Un giorno di libertà (“A day off”), è stato rappresentato a New York, nella Rassegna “Love Creek Short Play Festival” e a Roma, nella Rassegna “Invito alla Lettura” di Castel Sant’Angelo. Trasmesso su RAI Stereo Due.
1988 . Trasformazioni, Premio IDI, definito da Aggeo Savioli un “profetico apologo” di tangentopoli, è stata messa in scena dal Teatro Stabile d’Abruzzo nella stagione 1991-’92. Pubblicata sulla rivista teatrale «Ridotto».
1987 – Immagini, , 1° Premio Nazionale Anticoli Corrado, finalista al Premio Riccione, segnalata al Premio IDI e pubblicata nella Collana Autori Nuovi della SIAD. Nel 1991 e 1992 nel repertorio del Teatro “Alexandr Kolzov” di Voronezh, in Russia. Nel febbraio 1993 partecipa al Festival del Teatro Italiano a Togliattigrad.
OPERE DRAMMATURGICHE EDITE
Teatro dell’inganno – opere complete vol. I, editrice Bernard Entertainment@Art, 2008
Il grande O; Ultima Prima; Immagini; Trasformazioni; Il veliero e il pesce rosso; In una notte come questa; Passaggio con eclissi; Ladri di immortalità; Un bicchiere di tramonto; Un giorno di libertà; Aquila sapiens sapiens; Partita a due; Pensieri velenosi; La cintura di Ippolita
Come te, I figli del silenzio, Il veliero e il pesce rosso, Roma, Bulzoni, 2010, Collana SIAD “Teatro Italiano Contemporaneo”
Immagini, Roma, E&A Editori Associati, 1988, Collana Ineditio SIAD
La Cena di Vermeer, Editrice Petite Plaisance, Pistoia, 2014
Trasformazioni, Ridotto, 1988
Il veliero e il pesce rosso, Ridotto, 1993
Aquila sapiens sapiens,in Donne e Teatro, Roma, Edizioni Borgia, 2002; Ridotto 2007
To be or not to be, Trieste, 2008, Quaderni del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
La cintura di Ippolita,in Donne e Teatro, Roma, Edizioni Borgia, 2000; “Il cavallo di Cavalcanti”, quadrimestrale di letteratura, Milano, 2009; Ridotto 2013
La musica dell’anima. Ritratto di Eleonora Duse, Ridotto 2018
Prigionieri al settimo piano, Ridotto 2019
OPERE DRAMMATURGICHE TRADOTTE
Un giorno di libertà (americano)
Immagini (inglese, francese e russo)
Ultima Prima (francese)
Trasformazioni (inglese)
Il veliero e il pesce rosso (inglese)
La cintura di Ippolita (portoghese)
Aquila sapiens sapiens (spagnolo)