UNA SERVA NAPOLETANA ALLA CORTE DEL RE SOLE

La “Villanella” a teatro per mano di Maria Letizia Compatangelo

Fonte dell’articolo RECENSITO “Cultura e Informazioni al tempo di Internet” – Autore Andrea Ozza

In scena fino al 6 aprile 2012 al Teatro Due di Roma

Scritto e diretto da Maria Letizia Compatangelo

Con: Amalia Vetromile, Duska Bisconti, Massimo Antonietti

Scene e Costumi: Maria Alessandra Giuri

Disegno Luci: Paolo Macioci

Datore Luci: Valerio Sabino

Organizzazione: Rossella Compatangelo

Produzione: Il carro dell’Orsa s.c.a.r.l.

Maria Letizia Compatangelo torna in scena nella Capitale con un suo nuovo testo, dedito alla riscoperta della “Villanella”, tipo particolare di canto che, nato “profano” nella Napoli del XVI secolo, si diffuse rapidamente in tutta Europa rendendo celebre la lingua dialettale e la cultura del popolo partenopeo, influenzando notevolmente anche tutte le forme di canzonette popolari successive. L’opera, in scena  al Teatro Due di Roma fino al 6 aprile, rappresenta un importante lavoro dal taglio quasi antropologico, perché, oltre a riportare in luce il su citato genere musicale, rievoca un tipo di teatro (quello di corte prima e quello capicomicale dopo) molto vivo e attivo in Italia dal 1500 fino a inizi del 1900 e che riusciva ad abbracciare nobiltà e plebe, divertendo ma anche informando e dando un importante contributo sociale-culturale. Un teatro che garantiva la condivisione, lo scambio e il confronto reciproco fra esseri umani, senza distinzione di ceto, capace quindi di parlare a chiunque avesse voglia di ascoltarlo.

L’autrice sfoggia un’abilità di penna invidiabile: non teme regionalismi e dialetti importanti come quello napoletano (è stata allieva del grande Eduardo De Filippo) e quello toscano. Dieci sono in tutto le “Villanelle” interpretate da Amalia Vetromile e Duska Bisconti, accompagnate da Massimo Antonietti, così orecchiabili, dal sapore nostrano, appunto, che alla platea viene quasi voglia di accodarsi alle attrici e cantarle insieme a loro.

Non ci si poteva aspettare altrimenti dalla Compatangelo, una delle più importanti autrici del teatro italiano contemporaneo, vincitrice dei più importanti riconoscimenti nel campo della scrittura per la scena (fra gli altri, due volte premio I.D.I. per i testi “Trasformazioni” e “Il Veliero e il pesce rosso”) e, notizia dell’ultima ora, Presidente del neonato “Centro Nazionale Drammaturgia Italiana Contemporanea” importante associazione in cui sono riposte le speranze di tutti coloro che scrivono ancora per il teatro e vogliono continuare a farlo parlare agli italiani, per gli italiani, esattamente come faceva un tempo. 

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